Il libro di questo fine settimana, ‘Mio padre è nato per i piedi’.
Sembra di vedere Giulia che a tre anni, con il triciclo, percorre
avanti e indietro i portici di Concordia sul Secchia mentre nella sua infanzia fanno
capolino i genitori, i nonni, zii, cugini, vicini, compaesani che con le loro
stranezze riempiono l’opprimente solitudine che accompagna la vita della
bambina.
Ci si affaccia in un mondo che non c’è più caratterizzato da
case con l’orto e il pollaio, passatempi desueti e botteghe di paese dove ai racconti
si mischiano credenze e superstizioni. Potrebbe essere la storia di una
qualsiasi famiglia italiana degli anni ‘70, quando nei paesini si respirava
fiducia e solidarietà e i bambini erano un po’ di tutti.
Tono apparentemente allegro anche si percepisce sempre una
certa malinconia di fondo e un’incolmabile nostalgia.
Nonostante la semplicità , il libro non è per niente superficiale.
Avrei voluto mi tenesse compagnia per più tempo, purtroppo però sono state
sufficienti due sere per terminarlo.
Questi i libri che mi hanno tenuto compagnia nelle vacanze appena trascorse. Tutti romanzi storici basati su fatti realmente accaduti. Il primo ambientato nel 1800, gli altri durante la seconda guerra mondiale, il mio periodo storico preferito.
Decisamente sopravvalutato “La correttrice”; sarà che l’epoca non mi fa impazzire, sarà che ho trovato Manzoni particolarmente antipatico ma… non vedevo l’ora di finirlo. Sì, anche Emilia era noiosa e all’ennesima volta in cui si riportava che il personaggio arrossiva… avrei voluto lanciare il libro dalla finestra.
Relativamente all’ ultimo… Sono di parte, nessun tema mi rapisce più dalla Shoa.
Stavolta niente mattone classico nonostante l’avessi acquistato per tempo.